Anche il Consorzio di Tutela del Formaggio Ragusano Dop fa parte dell’Associazione DOS (denominazione di origine siciliana) costituita venerdì scorso a Catania ed al cui atto costitutivo hanno partecipato la quasi totalità dei consorzi operanti in Sicilia. Una scelta ben precisa sulla quale il Consorzio, condividendo un sinergico orientamento dell’assessorato regionale dell’agricoltura, lavora da tempo in sintonia con i consorzi degli altri formaggi dop siciliani (coi quali sono state realizzate iniziative comuni che hanno fatto registrare lusinghieri risultati), ed in linea con l’azione del DiProSiLac che è impegnato a mettere in rete tutte le strutture promozionali della filiera lattiero casearia con lo scopo primario di valorizzare il latte munto in Sicilia ed i latticini ed i formaggi, tutti di grande valore, ottenuti dalla sua lavorazione. Aderendo alla DOS, il consorzio del Ragusano dop, oltre a rispondere ad una condivisa strategia regionale, ha voluto ulteriormente concretizzare una volontà da tempo ed in più occasioni manifestata, di perseguire obiettivi di grande valore enogastonomico e di contribuire con un prodotto di valore ed ampiamente affidabile sul piano organolettico e sotto l’aspetto della qualità, a dare corpo a quella dieta mediterranea ovunque apprezzata.

Il passo fatto – spiega Giuseppe Occhipinti, presidente del Consorzio – ci convince. La costituzione dell’associazione DOS è un importante punto di partenza, per un percorso sicuramente importante per tutte le eccellenze siciliane che creando un sistema unico possono legare le loro denominazioni al valore del nome della nostra regione,  Sicilia, conosciuto in tutto il mondo, non solo per le cronache non positive, ma anche e soprattutto per le sue potenzialità produttive, turistiche e, per quello che interessa principalmente noi, enogastronomiche. Siamo gradi all’assessore Bandiera, al dirigente generale Dario Cartabellotta ed al dirigente Pietro Miosi, per aver rispettato gli impegni assunti in occasione di Caseus Siciliae svoltasi a Ragusa lo scorso mese di ottobre

 

 

 

L’attività del Consorzio di Tutela del ragusano dop non conosce soste. Dopo aver ottenuto la definitiva approvazione delle modifiche al disciplinare di produzione a livello comunitario ed  il nuovo riconoscimento ministeriale, il consiglio di amministrazione, fatti tutti i necessari contatti e  tutti i passaggi per il coinvolgimento degli operatori della filiera, e gli allevatori in particolare, ha approvato il “regolamento per l’alimentazione delle bovine” col cui latte viene prodotto il formaggio ragusano dop. Una scelta mirata ad uniformare quanto più possibile la dieta delle vacche per garantire, al latte, tutte le caratteristiche che consentono al caseificatore di ottenere un prodotto in linea col disciplinare di produzione. L’alimentazione è, infatti, essenziale ed essendo basata sul pascolo, il corretto utilizzo dei foraggi (anche affienati) è determinante per la salvaguardia delle particolari specificità del ragusano dop il cui comprensorio di produzione è limitato all’area iblea proprio per la presenza di tantissime essenze vegetali (se ne contano più di cento) che concorrono a assicurare al formaggio delle inimitabili peculiarità. Il provvedimento, frutto di precise ricerche, sperimentazioni e valutazioni dei tecnici del Corfilac, prevede limitazioni sull’uso i alcuni alimenti ed l’assoluto divieto di altri, a partire dagli insilati.

Il CdA ha, inoltre, approvato il piano relativo all’analisi quantitativa e descrittiva sensoriale del ragusano dop, adottato dal Corfilac  (organismo di controllo), per la verifica della coerenza delle caratteristiche del formaggio con quelle previste dal disciplinare di produzione.

Quello che abbiamo fatto negli ultimi tempi – spiega il presidente del consorzio di tutela del formaggio ragusano Dop,  Giuseppe Occhipinti – ci impone di andare avanti fino in fondo e, nonostante tutto, ci stiamo provando con il massimo impegno . Il Consiglio di Amministrazione ha responsabilmente un regolamento bene preciso per uniformare il comportamento degli allevatori per garantire precisi standard qualitativi al nostro formaggio nell’interesse dei consumatori. Purtroppo non è un buon momento ma non manca l’impegno per un concreto rilancio della filiera”

 

 

 

Sospensione contributi: versamenti entro

Al via, dal primo dicembre, la nuova campagna di caseificazione del formaggio ragusano dop. Un anno difficile, quello che va a chiudersi,  segnato, da più parti,  dall’emergenza sanitaria, dall’incerto andamento dei mercati, dalle difficoltà patite dai produttori e, come se tutto ciò non bastasse, dalla carenza di pascoli dovuta alla prolungata siccità degli ultimi mesi. Il processo di caseificazione è legato, infatti, alla presenza delle essenze foraggere e dei pascoli, soprattutto spontanei, oltre che dalla diversa caratterizzazione dei territori in funzione all’altitudine ed alla entità e continuità delle piogge: dall’altopiano alle zona più a valle e fino ai territori più vicini al mare. Il tutto perchè il disciplinare di produzione prevede che l’alimentazione delle bovine  deve essere costituita prevalentemente da essenze spontanee ed erbai dell’altopiano ibleo. Il Consiglio di Amministrazione del consorzio di tutela del Ragusano Dop, con il favorevole parere del Corfilac e col positivo pronunciamento del Comitato di Certificazione, nel fissare la data di apertura della nuova campagna, ha stabilito, fra l’altro, che il periodo di caseificazione può variare fra le diverse aree di produzione in relazione all’andamento dei pascoli ed alla presenza di colture foraggere ed alle verifiche che saranno effettuate dal Corfilac quale organo di controllo.

Il nostro auspicio –spiega il presidente del consorzio di tutela del Ragusano dop, Giuseppe Occhipinti – che la nuova annata abbia inizio nel modo migliore. Siamo consapevoli nel momento assai difficile che stiamo vivendo ma la produzione del ragusano, in un  mercato sempre più globale, può rappresentare un valore aggiunto per il nostro territorio”.

Da ricordare che la zona di provenienza e di trasformazione del latte destinato alla produzione del formaggio “Ragusano” comprende l’intero territorio dei comuni di: Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Giarratana, Ispica, Modica, Monterosso Alma, Pozzallo, Ragusa, Santa Croce Camerina, Scicli e Vittoria, in provincia di Ragusa e dei comuni di Noto, Palazzolo Acreide e Rosolini, in provincia di Siracusa.

 

 

Attraverso la cucina si può esprimere creatività, buon gusto e il piacere di condividere quello che si ama fare con gli altri. E’ una storia d’amore la cucina. Bisogna innamorarsi dei prodotti e poi delle persone che li cucinano. A noi piace utilizzare, in cucina, il nostro RAGUSANO DOP.  Il formaggio grattuggiato, nella nostra tavola, nel nostro menù,  non deve mancare mai!!!

 

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Piove sul bagnato. In un momento in cui l’emergenza siccità mette a repentaglio il futuro delle aziende agricole e zootecniche in particolare. Non è facile prevedere quando potrà essere avviata la produzione del formaggio Ragusano dop.  Il caldo anomalo di novembre conferma un 2020 che si classifica fino ad ora come il quinto più bollente mai registrato in Italia. La carenza di pascolo – per la forte siccità che ha causato lo stop dei foraggi –sta provocando il ritardato avvio della nuova campagna di caseificazione per la produzione del  formaggio ragusano Dop. “Dopo lo stop dello scorso anno –commenta il  direttore del consorzio di tutela del Ragusano Dop, Enzo Cavallo – causato dalle restrizioni per gli spostamenti del Covid 19 ed il blocco del sistema horeca, i produttori sono  di nuovo in grande difficoltà: perchè In piena emergenza sanitaria, con  la Sicilia dichiarata zona arancione, e con una campagna agraria che inizia nel peggiore dei modi”. Il ritardato avvio della nuova campagna avrà degli effetti devastanti, a cascata, sull’intera filiera. Il produttore non è certamente in grado di affrontare la persistente crisi ed i tempi imposti per la produzione del ragusano dop e di ammortizzare i lunghissimi “tempi di attesa”: il formaggio deve stagionare minimo 3 mesi, senza considerare che  la stagionatura può protrarsi anche oltre i 12 mesi. “A conti fatti – aggiunge Cavallo- tra tempi morti e il periodo della stagionatura, l’allevatore, non sarà in grado di  anticipare le somme necessarie per il sostentamento dell’azienda. Ecco perché stiamo lavorando per il cosidetto pegno rotativo. Un anticipo di somme da parte degli istituti di credito che dovrebbero avere come garanzia le forme di ragusano”.

Non si può essere infelici quando si ha questo: l’odore del mare, la sabbia sotto le dita, l’aria, il vento, una giornata calda in pieno autunno. Il mare è un continuo miracolo. I pesci che nuotano, le rocce, il moto delle onde, lo sguardo infinito all’orizzonte.  E una buona fetta di  FORMAGGIO RAGUSANO DOP, porzionato in mano!!!

 

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✅ Nel paesaggio trovi quello che c’è, quello che si vede, più qualcos’altro che appartiene solo all’immaginazione. Abbiamo provato ad immaginare un muretto a secco, tipico delle campagne ragusane, con una forma di RAGUSANO DOP!!!!!

 

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#promozioneragusanodop

Si usano gli specchi per guardarsi il viso, e si usa l’arte per guardarsi l’anima. A noi piace, al mattino, guardare la nostra anima e le nostra meravigliosa RAGUSA IBLA da questa angolo. Il nostro FORMAGGIO RAGUSANO DOP è anche un’opera d’arte!!!!

 

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DICONO DI NOI…….

Articolo pubblicato sul quotidiano LA SICILIAmercoledì 4 NOVEMBRE

 

L’opera artistica non è soltanto l’oggetto, ma anche quello che lo circonda: i vuoti, gli spazi. Il nostro formaggio RAGUSANO DOP, tra le scale di Santa Maria, a Ragusa, è un’opera d’arte!!!

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