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Non c’è quasi nessun scrittore che non abbia celebrato la felicità della quiete rurale e deliziato il lettore con la melodia degli uccelli, il sussurro di boschi, e il mormorio dei ruscelli. A noi piace deliziarvi con il racconto di una storia d’altri tempi. Con un patrimonio fatto di terre e animali . Un rapporto simbiotico, un’unione che oggi più che mai richiede grande impegno. E’  l’azienda agricola di Giovanni Floridia. Un marchio storico che certifica l’amore per la terra, per la razza modicana e per il ragusano dop. Lui, padre Rosario, è stato il pioniere in un momento cui la “modicana” rischiava l’estinzione. Oggi Giovanni (il figlio) 51 anni,  è parte integrante di una lunga storia in bianco e nero iniziata dal nonno Vincenzo. In contrada Scorsone, nelle campagne tra Modica e Ispica, le vacche rigorosamente modicane, pascolano tra i carrubeti. L’azienda si estende su una superfice di 128 ettari tra uliveti e carrubeti.  “Tra poco inizierò la seconda mungitura – racconta Giovanni – si lavora non meno di 13 ore al giorno tra la stalla, il caseificio e l’aspetto gestionale e organizzativo”. Giovanni dovrà organizzare, al meglio, la vendita dei prodotti al mercatino settimanale di Campagna Amica della Coldiretti a Ragusa.Produciamo 550 forme di ragusano all’anno –aggiunge -in un mercato di nicchia attraverso la vendita diretta e le spedizioni anche all’estero”. Finalmente dopo tanti alti e bassi, polvere e sogni, la strada da seguire è chiara: produrre qualità a prezzi giusti.  Floridia parla dell’aspetto promozionale e di conoscenza del prodotto. “Ancora oggi si fa parecchia confusione anche tra gli addetti ai lavori – commenta – capita troppo spesso di vedere un venditore, in un punto vendita, che non riesce a distinguere il caciocavallo  dal ragusano a marchio dop. Questo prodotto è straordinario ed è il fiore all’occhiello della nostra azienda”. Giovanni Floridia sente la responsabilità di portare avanti una bella storia. Una storia che è solo all’inizio.

Marcello Digrandi